#WorldCancerDay – La storia di Davide e dei suoi amici

spettacolo Amici Come Erios Vigliano 1

Anche da un lutto può nascere un momento di gioia, nel ricordo dei giorni belli trascorsi con un amico che non c’è più. E un dolore può gettare il seme per far germogliare qualcosa di prezioso. C’era gioia sul palco del teatro Erios di Vigliano sabato 1 dicembre, alla fine dello spettacolo “Amici come?”, dedicato da un gruppo di giovani attori, musicisti e ballerini dilettanti in memoria di Davide Selvatico, la cui vita è stata interrotta a 26 anni da un tumore. Davanti a loro, una platea da “tutto esaurito” era in piedi a far ondeggiare le mani e cantare il ritornello di “Hey Jude” dei Beatles. I biglietti per lo show erano stati tutti venduti in pochi giorni, permettendo di raccogliere 5mila euro che i ragazzi hanno deciso di donare alla Fondazione Tempia. Saranno risorse a disposizione del laboratorio di genomica e delle sue ricerche, svolte in collaborazione con scienziati, strutture e università di tutto il mondo, per studiare terapie e diagnosi più efficaci sui tumori. Ma tale è stato il successo dello spettacolo di Vigliano che si sta pensando a una replica, quasi certamente a Cossato, in data ancora da definire.

“Amici come?” è stato immaginato come un racconto sull’amicizia in generale per rendere omaggio a un’amicizia in particolare, quella che legava Davide Selvatico a coloro che sono saliti sul palcoscenico. Il luogo in cui si sono incontrati è Cossato, all’oratorio della parrocchia della Speranza, dove un gruppo eterogeneo come età e come passioni si è man mano cementato stabilendo un legame forte. Subito dopo quello che gli è accaduto, gli amici hanno pensato di organizzare qualcosa per ricordarlo. E per farlo hanno scelto la via del palcoscenico, mettendo a frutto talenti e passioni e in qualche caso scoprendone di nuove. Per lo show si sono fuse le compagini dei Sempre Noi, la tribute band degli 883, e degli After 11 per la parte musicale, la compagnia teatrale “Quelli che non ti aspetti” per quella recitata e la Broadway Dance Academy per gli inserti dedicati alla danza. Tutti i protagonisti dello spettacolo conoscevano Davide e questo è stato un valore aggiunto nell’ideazione e nella preparazione. E per buona parte dello spettacolo il suo volto sorridente in una fotografia ha fatto da unica scenografia dietro il palco. «Di certo» aveva sottolineato la voce recitante «questo sarebbe stato il volto di “Selva” prima, durante e dopo una giornata come questa. Si sarebbe divertito un sacco».

Giovanna Chiorino, che dirige il laboratorio di genomica, ha rappresentato la Fondazione Tempia alla “prima” dello spettacolo. «Quello che si è visto stasera» ha detto «è un gruppo di amici che ha trasformato un dolore in qualcosa di bello. In fondo è quello che quasi quarant’anni fa ha fatto Elvo Tempia, colpito negli affetti dalla morte di un figlio giovane. Ma quel lutto diede la spinta per creare il Fondo Edo Tempia, che da allora ha fatto e continua a fare cose importanti per il territorio».

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