Tumore alla prostata, lo specialista spiega l’importanza di prevenire

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Circa 37mila uomini ogni anno si ammalano di tumore alla prostata, che è causa di morte per oltre 7mila pazienti «e l’arma più efficace che abbiamo a disposizione è la diagnosi precoce, con il dosaggio del Psa annuale e se necessario la visita specialistica»: lo sottolinea Stefano Zaramella, direttore della struttura complessa di urologia dell’azienda sanitaria di Biella. È un invito autorevole a tutta la popolazione maschile che ha superato i cinquant’anni a svolgere il semplice test (basta un prelievo di sangue) che serve a tenersi sotto controllo e a scoprire in tempo eventuali problemi.

In molti hanno risposto all’appello del Fondo Edo Tempia che venerdì 13 aprirà le sue porte per una giornata dedicata alla prevenzione: i posti disponibili (limitati, per rispettare le norme anticontagio evitando assembramenti negli ambulatori) sono andati esauriti in pochissimi giorni. Chi si è iscritto troverà a disposizione anche la nutrizionista Adelaide Minato e l’esperto di attività motorie Edoardo Valsania, che potranno dispensare consigli sullo stile di vita corretto da seguire per la prevenzione.

Non basta ancora, come ricorda Stefano Zaramella: «Se dal 2003 novembre è stato dichiarato il mese per la sensibilizzazione sulla salute maschile, la strada è ancora lunga. Purtroppo numerose ricerche hanno dimostrato che ancora oggi molti maschi sono restii a eseguire controlli preventivi e si presentano all’urologo con malattie avanzate. In questi casi le terapie sono meno efficaci e difficilmente portano alla guarigione del paziente». Al contrario, la sopravvivenza a cinque anni è in costante crescita: i dati più recenti dicono che è arrivata all’88 per cento e molto è dovuto proprio all’anticipazione della diagnosi oltre che alle migliori tecniche per gli interventi. L’ospedale di Biella, per esempio, è all’avanguardia nel Piemonte nord-orientale anche grazie al laser a olmio, un’apparecchiatura donata al reparto di urologia da Fondazione Tempia e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che in due anni ha consentito di effettuare 630 interventi micro-invasivi per patologie legate alla prostata, inclusi alcuni tumori delle vie urinarie e della stenosi dell’uretra.

Gli ultimi mesi, tra quarantene e provvedimenti anti-contagio, hanno avuto un effetto negativo sulla prevenzione: «Il preoccupante fenomeno delle troppe persone che rinunciano ai controlli» dice Zaramella «è stato amplificato dalla pandemia in corso. La paura di recarsi dal medico o in ospedale rischia di produrre un importante ritardo nella diagnosi e nelle terapie nei confronti delle patologie oncologiche e in particolare del cancro alla prostata». La giornata di venerdì al Fondo si svolgerà proprio per questo nel rispetto assoluto delle misure di sicurezza anti-contagio: all’accesso agli ambulatori verrà misurata la temperatura corporea e sarà chiesto ai pazienti di igienizzarsi le mani. Sarà ovviamente obbligatorio indossare in modo corretto la mascherina e rispettare scrupolosamente le distanze minime tra persona e persona.

«Il tumore della prostata» spiega Zaramella «dopo i cinquant’anni colpisce un uomo su otto. Ha un andamento asintomatico nella fase iniziale della malattia ma può essere sospettato eseguendo un semplice prelievo del sangue e rivolgendosi quindi al proprio medico curante e, se necessario, all’urologo. I fattori di rischio sono l’età e la familiarità. Il cancro alla prostata è una malattia della popolazione adulta e anziana ed è rarissimo nei giovani. Inoltre è stato dimostrato che la presenza di un consanguineo con tumore alla prostata aumenta il rischio di contrarre questa malattia fino a undici volte rispetto alla popolazione generale».