#il2019delFondo – Una lettera per ringraziare i volontari di Vercelli

Dal numero di ottobre di Foglie

pagina 9 volontari Vercelli

Chi regala ore e impegno alla collettività da volontario sa che non c’è miglior ricompensa di un ringraziamento. Per questo alle persone che ogni giorno prestano servizio al reparto di radiologia dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli ha fatto particolarmente piacere la testimonianza che una lettrice ha inviato al giornale La Sesia: «I volontari del Fondo Edo Tempia sono un vero esempio di generosità e voglio ringraziarli per il loro servizio utile a tutti noi» ha scritto Rita Parente, la paziente che ha avuto a che fare con la squadra che indossa il camice bianco e il nostro logo con il grande albero verde.

La lettera è stata pubblicata martedì 23 luglio e ha strappato un enorme sorriso ai volontari che si impegnano ogni giorno per rendere meno gravoso il tempo passato in ospedale ai pazienti. «Siamo una decina» racconta Piera Franzo, una di loro, «e quotidianamente prendiamo posto allo sportello dove si ritirano i referti degli esami. Facciamo in modo che le persone perdano meno tempo e cerchiamo di accoglierle con il sorriso e qualche parola gentile, sapendo che vivono un momento che può portare ansia». Un impegno riconosciuto pubblicamente proprio in quella lettera: «Ho sperimentato personalmente l’efficacia di un servizio che prima non c’era» ha scritto ancora Rita Parente. «Persone gentili, preparate ed efficienti mi hanno indirizzata e accompagnata nella stanza giusta, facendomi sentire a mio agio e alla fine degli esami mi è stato detto che avrebbero provveduto loro stesse al ritiro dei referti e che me li avrebbero consegnati senza farmi fare lunghe code agli sportelli. L’assistenza che hanno prestato a me è stata rivolta a tutti e sempre con un sorriso amichevole e a volte con una piccola conversazione consolatoria».

Il gruppo presta il suo servizio al Sant’Andrea da qualche anno, «dai tempi in cui è partito il programma di screening Prevenzione Serena» ricorda Piera Franzo. «Abbiamo cominciato coinvolgendoci tra conoscenti, nel mondo delle ex insegnanti. Poi si sono aggiunte altre persone e adesso siamo un gruppo affiatato, che si frequenta anche al di fuori degli impegni in ospedale. Ci teniamo in contatto per coordinarci ogni giorno e fare in modo che lo sportello di radiologia non resti mai sguarnito. Anche il primario è soddisfatto del servizio che offriamo».

Un servizio di cui proprio in quella lettera al giornale si riconosce l’importanza: «Sono certa che chi dopo di me dovrà fare gli esami in quel reparto non potrà fare a meno di apprezzarne l’utilità e si vorrà unire nel ringraziamento a persone di animo nobile che donano tanto tempo gratuitamente per rendere con il loro servizio la vita un po’ più facile a tutti noi».