#il2019delFondo – La paziente che provò Dignicap ora sorride dalla caffetteria

Dal numero di ottobre di Foglie

pagina 17 gestrici bar

Il viso sorridente di Annalisa Livorno non è nuovo sulle pagine di Foglie. Sul numero primaverile dell’anno scorso era stata lei a raccontare l’esperienza di paziente in cura per un tumore al seno che non aveva perso i capelli durante la chemioterapia grazie a Dignicap, l’apparecchiatura che la Fondazione Tempia ha donato all’ospedale di Biella con l’aiuto della generosità dei biellesi. Da qualche settimana il suo sorriso è dietro il bancone di un bar: è lei, insieme all’amica Barbara, ad aver rilevato Interno 21, la caffetteria dei giardini del Fondo Edo Tempia. I primi gestori, Marilena Giangreco e Sergio Scaramal, hanno passato il testimone a giugno, dopo quattro anni di lavoro che ha consentito ai clienti di scoprire ricette sane, a base di prodotti freschi e di stagione e amiche della salute. «Ricette che abbiamo ereditato da Marilena» racconta Annalisa Livorno «anche se pian piano Barbara sta aggiungendo la sua creatività in cucina, senza abbandonare la strada dei piatti sani e nutrienti. Ogni giorno abbiamo a pranzo proposte per i vegetariani e per i vegani».

Se Barbara Teagno è la regina della cucina, la “casa” di Annalisa Livorno è il bancone del bar: «Sono tornata a una mia antica passione. Lo avevo fatto da ragazza e quando c’erano le iniziative dell’associazione Il Mercato dei Sogni, ero io a occuparmi della caffetteria». Per lei, che da anni era socia di uno studio di amministrazione di condomini, è stata quasi una rivoluzione: «La malattia mi ha spinta a cambiare vita e a dedicarmi a quello che mi piace davvero. Il mio vecchio lavoro non aveva nulla che non andasse, ma mi mancava il contatto quotidiano con le persone. Quando ho saputo che c’era l’opportunità di prendere in gestione il locale nel giardino del Fondo, ho pensato che dovevo provarci». Il tempo di trovare una socia che si occupasse della cucina («E Barbara ha detto sì all’ultimo momento» sorride Annalisa Livorno) e la nuova vita è iniziata. Anzi, due nuove vite: «Ho ricominciato anche a lavorare con i ragazzi, un’altra delle passioni che avevo accantonato. Insieme all’Associazione genitori di Sordevolo, il paese in cui vivo, ho riattivato il doposcuola. Quest’anno me ne occuperò seguendolo da lontano».

Interno 21 è aperto dal lunedì al venerdì dall’ora di colazione fino al pomeriggio mentre il sabato si prepara il brunch con tre menu, normale, vegetariano e vegano. Ma il momento “caldo” di ogni giorno, tra i tavolini sparsi tra il giardino e il gazebo coperto (e quando caleranno le temperature anche riscaldato), è all’ora di pranzo, tra piatti del giorno con prodotti di stagione, assaggi di cucina internazionale e qualche appuntamento fisso, come quello del venerdì con l’avocado toast. L’anno scorso, parlando della sua malattia, disse: «Quando questa vicenda sarà finita, sarò diventata un po’ più grande, con un bagaglio di vita in più che porterò sempre con me». La malattia non è ancora sparita dai suoi pensieri e dalla sua quotidianità, che deve fare i conti con altri esami e altre terapie. Ma forse non immaginava che dentro quel bagaglio ci fosse nascosta anche una vita nuova.