A una ricercatrice italiana il riconoscimento dedicato a Tempia del premio Anglesio

Federica Zamagni

È andato a una ricercatrice italiana il riconoscimento dedicato a Elvo Tempia, inserito dal 2020 nella lista di quelli attribuiti dalla giuria del premio Anglesio, un evento ormai storico che celebra, grazie al Fondo Elena Moroni per l’oncologia, i progressi di scienza e medicina nella conoscenza del cancro. Federica Zamagni è una biostatistica dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori, che ha sede a Meldola, in provincia di Forlì-Cesena: il progetto che gli esperti hanno deciso di premiare riguarda i melanomi e i due fattori che hanno inciso sulla riduzione della mortalità negli ultimi dieci anni, ovvero la riduzione dello spessore dei melanomi stessi e il miglioramento delle terapie.

Il riconoscimento che onora la memoria di Elvo Tempia è riservato al più giovane tra i cinque migliori classificati. I premi di quest’anno, annunciati in una cerimonia tenutasi in modalità virtuale e condotta dal presidente del Fondo Moroni Roberto Zanetti, sono stati assegnati tutti a ricercatrici donne: l’olandese Marissa Corine van Maaren dell’Integraal Kankercentrum Nederland si è aggiudicata quello principale, dedicato a Enrico Anglesio, medico piemontese scomparso nel 2003, e padre di uno dei primi registri tumori dell’Europa del Sud e pioniere di oncologia e chemioterapia in Italia. Alla tunisina Rym Mallekh dell’Institut Pasteur di Tunisi è andato il riconoscimento che commemora Sharon Whelan, che fu a capo dell’unità di epidemiologia descrittiva dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione.

Il premio Anglesio è nato nel 2006 e intende premiare il lavoro dei giovani ricercatori nel campo dell’epidemiologia dei tumori. Fino al 2016 veniva assegnato in due round, uno durante la riunione annuale dell’Iacr (l’associazione internazionale dei registri tumori) e l’altro durante quella del Grell, il gruppo per l’epidemiologia e i registri tumori dei paesi di lingua latina di cui Anglesio fu il primo presidente. Dall’edizione 2017 il premio è unificato ma si sono aggiunti, per volontà dei promotori, altri riconoscimenti supplementari, tra cui quello dedicato a Elvo Tempia che esiste dal 2020, anno del centenario della sua nascita, con l’obiettivo di stimolare l’attività dei giovani scienziati.