Nel Piemonte orientale mammografi moderni anche grazie alla Fondazione Tempia

In Italia il 46 per cento dei mammografi è ancora a tecnologia analogica e il 41 per cento del totale ha più di dieci anni di vita: sono due ostacoli alla diagnosi precoce del tumore al seno. Ma, in questo panorama con luci e ombre, Biella e il Piemonte nord-orientale sono un’isola felice anche grazie all’operato della Fondazione Tempia. Uno dei due mammografi digitali in funzione all’Ospedale degli Infermi è stato messo a disposizione nel 2012 dalla Fondazione Tempia stessa. E nelle Asl di Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola, la digitalizzazione dello screening mammografico è avvenuta grazie al progetto regionale Proteus Donna, conclusosi a dicembre del 2017. La Fondazione Tempia è stata partner operativo e di supporto dell’iniziativa, con Regione Piemonte, università di Torino e Novara, Centro di prevenzione oncologica, Csi e aziende sanitarie coinvolte, insieme allo spin-off universitario Im3D.

Ad analizzare i dati in Italia è stata un’inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera e firmata dall’ex conduttrice di Report Milena Gabanelli, insieme a Simona Ravizza. La maggior parte delle cifre arriva da due relazioni del ministero della Salute che, nel 2002 e nel 2017, ha eseguito per due volte  un censimento delle apparecchiature cliniche e diagnostiche. L’ultima statistica dice che i mammografi digitali sono 1012 nelle aziende sanitarie italiane, sottolineando i rischi dell’utilizzo di quelli analogici o troppo vecchi: diagnosi meno accurate, maggior impatto delle radiazioni sulle pazienti, maggiore probabilità di essere sottoposti a una mastectomia “distruttiva” anziché a un intervento conservativo. «Ma il Ministero – sottolinea Milena Gabanelli – non dice quali ospedali abbiano ancora le apparecchiature più vecchie».

Non è il caso di Biella, dove la tecnologia digitale ha fatto il suo ingresso in ospedale fin dal 2012, prima ancora del trasferimento nella nuova sede di Ponderano. E se una delle due macchine, del valore di circa 200mila euro, era stata acquistata dalla Fondazione Tempia, l’altra era stata donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Con l’avvio del progetto regionale Proteus Donna, si è attivato l’utilizzo del mammografo dotato di tomosintesi, che genera mammografie tridimensionali, con l’obiettivo di valutare le sue performance anche negli ambiti dello screening e stabilirne l’impatto nella diagnosi precoce del tumore del seno, facendo un confronto rispetto alla mammografia tradizionale bidimensionale. Lo stesso progetto, che a Biella è attivo fin dal suo avvio nel 2015, ha raggiunto le aziende sanitarie di Novara, Vercelli e Vco, dando loro l’occasione di rinnovare i macchinari e affiancare gli operatori dello screening (medici radiologi, tecnici sanitari di radiologia medica e amministrativi) con i volontari del Fondo Edo Tempia che si sono occupati all’accoglienza delle donne che hanno aderito al progetto. Terminato il progetto Proteus Donna, il supporto ai programmi di screening regionali da parte del Fondo Edo Tempia continua ancora attraverso la messa a disposizione di tecnici di radiologia specializzati per i territori delle Asl di Biella e Vercelli, la quale nello scorso agosto ha dotato di mammografi digitali anche gli ambulatori di Santhià e Gattinara.

«La mammografia è il cuore dei programmi di screening, che a loro volta sono lo strumento principale per la diagnosi precoce» sottolinea il direttore sanitario della Fondazione Tempia Adriana Paduos. «Sappiamo che Biella è sempre stata all’avanguardia in questo campo, grazie alla collaborazione quasi trentennale tra Fondo Edo Tempia e Asl Bi, fin dai primi albori a livello nazionale dei programmi di prevenzione nati qui a Biella, prima con lo screening citologico alla fine degli anni ’80 e poi con quello mammografico all’inizio dei ’90. Non a caso la “breast unit” dell’ospedale di Biella opera quasi 200 pazienti ogni anno, che si affidano con fiducia a una struttura preparata. Ma in tutto il Piemonte nord-orientale le apparecchiature sono adeguate alla migliore tecnologia. Per le donne è una certezza in più. E per la nostra associazione, proprio nel mese dedicato alla prevenzione al tumore al seno, è la conferma che siamo sulla strada giusta».

«Per l’Asl di Biella» sottolinea il commissario Diego Poggio, «la Fondazione Tempia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella rappresentano partner storici, il cui sostegno è sempre stato parte integrante dei nostri percorsi di cura. L’apporto sul piano delle tecnologie, in particolare sui mammografi, è stato di certo significativo e questo ha permesso ai nostri operatori di poter contare su indagini diagnostiche sempre più accurate, ma soprattutto ha contribuito ad offrire alla popolazione biellese un’assistenza di qualità».

«La collaborazione con la Fondazione Tempia» aggiunge il direttore generale dell’Asl di Vercelli Chiara Serpieri «è per noi preziosa su più ambiti di attività. Un apporto fondamentale e competente per effettuare gli screening per il tumore al seno, servizio essenziale per la popolazione femminile nella fascia d’età indicata per le attività di prevenzione».