Emergenza-coronavirus, dalla Fondazione Tempia donazioni e sostegno a tre ospedali

«Questa emergenza riguarda tutti noi»: la presidente Viola Erdini spiega con una semplice frase la ragione che ha spinto la Fondazione Edo ed Elvo Tempia a investire oltre 50mila euro per sostenere gli ospedali di tre province piemontesi, in prima linea nella cura dei pazienti colpiti da coronavirus. La cifra è stata destinata all’acquisto di apparecchiature cliniche e al supporto a progetti specifici a beneficio delle aziende sanitarie di Biella, Vercelli e Novara. La scelta di scendere al fianco della sanità pubblica piemontese è figlia di una collaborazione che dura da quasi quarant’anni e ha lo scopo, alla luce della grave e urgente situazione sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19, di contribuire a fronteggiare al meglio questo momento difficile.

In particolare, per l’Ospedale di Biella la Fondazione ha acquistato e donato un fibrobroncoscopio, dotato di tutti gli accessori necessari al funzionamento, e un monitor per la rianimazione. Il primo è uno strumento importante per una diagnosi più accurata delle patologie alle vie respiratorie. Il secondo è un componente essenziale per attrezzare un posto letto di terapia intensiva. All’Ospedale Maggiore di Novara sono stati fatti recapitare un broncoscopio terapeutico e uno standard, a loro volta completi di tutti gli accessori. Con l’Asl di Vercelli, invece, si sta definendo un progetto di telemedicina per il monitoraggio a domicilio dei pazienti paucisintomatici. La Fondazione Tempia fornirà un supporto progettuale e finanziario. In tutti e tre i casi le donazioni sono state concordate con i vertici delle aziende sanitarie, perché fossero più utili possibile ai reparti e al personale in prima linea nella diagnosi e cura dei pazienti colpiti dal coronavirus.

«È un’emergenza che ci riguarda tutti» ribadisce Viola Erdini, «ma in particolare le persone più fragili, sia per età sia per pregresse patologie. Era nostro dovere intervenire sostenendo gli ospedali di Biella, Novara e Vercelli, consapevoli che ciò che più conta in questo momento è la solidarietà e il rimanere tutti uniti. Come Fondo e Fondazione Tempia stiamo continuando a portare avanti tutte le attività fondamentali per garantire l’assistenza, la diagnosi  molecolare e la ricerca. Noi ci siamo e sono certa che tutti insieme supereremo questa drammatica situazione».

Aggiunge Simona Tempia, presidente del Fondo Edo Tempia: «La storia del Fondo, così come desiderato da mio fratello Edo e da mio padre Elvo, si è sempre basata sul sostegno e l’integrazione con la sanità pubblica affinché i benefici di cure, assistenza, prevenzione e ricerca fossero a disposizione del maggior numero di persone possibili. Anche in questa circostanza senza precedenti, abbiamo sentito forte il dovere di fare la nostra parte. Vorrei anche elogiare l’encomiabile operato di tutto il personale medico-sanitario e amministrativo delle Asl, in prima linea in questa emergenza, e la solidarietà fattiva delle aziende e istituzioni territoriali».

«In questo momento di difficoltà» evidenzia il direttore generale dell’Asl di Vercelli Chiara Serpieri «stiamo ricevendo molte richieste da parte della comunità per supportare le nostre strutture. Ringrazio la Fondazione Tempia per la vicinanza mostrata anche in tale circostanza a nome di tutta l’azienda e per l’aiuto concreto fornito in un momento in cui le esigenze e le necessità sono davvero stringenti e in cui ogni gesto di solidarietà fa davvero la differenza».

«L’emergenza Covid19 ha di certo messo alla prova la nostra organizzazione e i nostri operatori» ha sottolineato il commissario dell’Asl di Biella Diego Poggio. «È importante per tutti noi poter contare su un sostegno concreto. Grazie alla Fondazione Tempia per aver compreso l’importanza di azione utili con donazioni utilizzabili direttamente dal nostro personale in prima linea nella cura dei pazienti affetti da coronavirus».

«Gesti come questo» è il commento di Mario Minola, direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria di Novara «sono di incoraggiamento e apprezzamento per il personale sanitario e sono atti di solidarietà che tengono alto il morale di tutti gli operatori dell’ospedale, duramente impegnati nel contenimento della diffusione del coronavirus e nell’assistenza ai pazienti».