Le emozioni delle donne che hanno superato un tumore al seno e i numeri di chi lo affronta ogni giorno nelle corsie e nelle sale operatorie dell’ospedale si sono mescolati alla quarta edizione del Bra Day, l’appuntamento di ottobre, mese dedicato alla sensibilizzazione e all’informazione sul cancro alla mammella, di Fondo Edo Tempia e Asl di Biella. L’evento ha messo al centro il gruppo di volontarie “SuperiAmo”, fatto di persone che hanno vissuto l’esperienza della malattia e che vogliono tendere una mano a chi sta affrontando le medesime paure. La loro lettura teatrale ha inumidito gli occhi dei tantissimi presenti nella sala conferenze dell’ex lanificio Sella, che ha ospitato la serata grazie alla disponibilità di Sella: la voce narrante di Chiara Verrua ha guidato una performance fatta di parole chiave che hanno descritto l’altalena di sensazioni di chi scopre di avere un tumore e ha davanti a sé speranze e ansie, terapie e una vita scombussolata. Ma la loro presenza e la loro voce è stata di per sé un segno di speranza, come l’urlo che ha chiuso l’esibizione: carpe diem, cogli l’attimo.
Ma provano emozioni forti anche coloro che curano: Adriana Paduos, direttore sanitario del Fondo Edo Tempia (ma a suo agio anche nelle vesti di “presentatrice multitasking”), e il responsabile della senologia dell’Asl di Biella Massimiliano Bortolini le hanno espresse in un duetto, in cui hanno ricordato il loro ruolo delicato che comincia nel momento in cui bisogna comunicare la diagnosi e hanno parlato della forza delle donne che hanno in cura, «donne che non sono la loro malattia ma molto, molto di più». Cure che, come ha sottolineato Bortolini entrando più nel dettaglio dei servizi messi a disposizione dalla “breast unit” di Biella, sono sempre più capillari e all’avanguardia: 1.070 sono state le nuove diagnosi di tumore al seno dal 2021, con 1.272 interventi chirurgici eseguiti, sommando i casi in cui è stato necessario un secondo passaggio in sala operatoria. In cinque anni gli interventi sono passati dai 154 del 2021 ai 309 del 2025. «Ma non significa» ha spiegato lo specialista «che l’incidenza del cancro alla mammella sia aumentata. Vuole invece dire che c’è più fiducia nel lavoro che svolgiamo qui». Un lavoro che parte da una squadra multidisciplinare che va dagli specialisti ai fisioterapisti, passando da infermieri e psicologi, ed è in grado di garantire una media di 22 giorni dalla diagnosi all’intervento. Nell’82 per cento dei casi la paziente conserva il seno, nel 12% affronta la sua ricostruzione: «Ci si addormenta in sala operatoria» è la sintesi di Bortolini «e ci si risveglia con un seno, il proprio». Questo è possibile grazie a tecniche all’avanguardia, come quella che consente di evitare l’asportazione dei linfonodi dell’ascella o di intervenire in endoscopia, per non compromettere la sensibilità della pelle e del capezzolo in caso di mastectomia. E progetti nuovi riguardano anche la diagnosi, che ha però un caposaldo che non va mai trascurato: il programma di screening regionale “Prevenzione Serena” con la sua chiamata periodica per le mammografie gratuite. La risposta alle lettere d’invito nel 2026 finora è stata del 55,4%, in crescita rispetto all’anno scorso ma non abbastanza, se quasi una donna su due non conferma l’appuntamento. È a loro che è andato l’appello di Bortolini e di Milena Vettorello, responsabile dello screening per Asl Biella.
Il Bra Day è stato anche l’occasione per presentare due attività dedicate alle donne operate per un tumore al seno. Il progetto Nastro Rosa, arrivato a Biella grazie alla collaborazione con la società sportiva Pietro Micca e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, offre incontri di scherma coreografica in cui, con la guida della maestra d’armi Cinzia Sacchetti, i movimenti della sciabola diventano un modo per favorire la riabilitazione dopo la sala operatoria. Succede lo stesso anche pagaiando su una “Dragon boat”: la prima barca a venti posti, già utilizzata da altre associazioni in Piemonte, è già ormeggiata al lago di Viverone, pronta per le uscite in acqua in cui il movimento con il remo aiuta la muscolatura a tonificarsi e previene effetti collaterali dopo l’intervento. A guidare il programma è la fisioterapista Lorena Acquadro.