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Dalla Fondazione Tempia test molecolari gratuiti per tutta Italia

La Fondazione Tempia è al centro di un programma nazionale di test gratuiti per i malati di cancro, presentato ieri e rivolto in particolare agli ospedali e alle regioni che non dispongono di laboratori all’avanguardia. Lo è invece il laboratorio di oncologia molecolare che nella sua attività a supporto della diagnostica fa uso della tecnologia Ngs (next generation sequencing): per questo è protagonista del progetto ribattezzato FastNtrk, nato con il sostegno della casa farmaceutica Bayer. Ntrk è il gene la cui fusione è presente in numerosi tumori, dal polmone alla tiroide, dal colon-retto al pancreas, dal sarcoma ai tumori che colpiscono il sistema nervoso centrale fino a quelli pediatrici. «Identificare i tumori portatori di questi riarrangiamenti genici è fondamentale per la selezione dei pazienti che possono essere trattati con farmaci mirati» spiega Carmine Pinto, direttore dell’oncologia medica dell’azienda sanitaria di Reggio Emilia e presidente della Federation of italian cooperative oncology groups. «Il beneficio clinico è rilevante e duraturo nel tempo, indipendentemente dall’età del paziente e dalla sede del tumore».

Per riconoscere i tumori con la fusione del gene Ntrk sono necessarie le apparecchiature e le competenze che il laboratorio di oncologia molecolare possiede: «Le recenti tecniche di “next generation sequencing”» afferma Maria Scatolini, direttore del laboratorio «permettono di individuare alterazioni genetiche di varia natura e lo fanno anche analizzando un campione piccolo di tessuto tumorale. Con un solo esperimento otteniamo molte più informazioni e più risposte». Il vantaggio consisterà nel poter usare, nei casi idonei, farmaci già approvati come efficaci e rimborsati in Italia con indicazione agnostica, cioè indipendentemente dall’organo di origine della malattia.

Il contatto tra il laboratorio che ha sede all’ospedale di Biella e i reparti di oncologia del resto d’Italia avverrà tramite una piattaforma su internet dedicata, su cui gli specialisti potranno prenotare il test. «Il materiale biologico verrà consegnato a noi» aggiunge Maria Scatolini «e procederemo con il lavoro, garantendo il referto entro dieci giorni lavorativi. Nello stesso tempo potremo comunicare ai medici curanti anche eventuali alterazioni di altri geni».

I test Ngs sono eseguiti in Europa in circa il 10 per cento dei casi. In Italia la media è assai più bassa, a fronte di circa 26mila pazienti all’anno che si ammalano di neoplasie che possono presentare questa mutazione genica. Esiste un fondo governativo che copre, per il 2023, una spesa di 5 milioni di euro per questi test. «Ma è insufficiente» sottolinea Carmine Pinto «e copre i costi per l’esame soltanto per 4.348 pazienti e per il solo adenocarcinoma del polmone». Il progetto presentato ieri si propone di dare sostegno in primo luogo ai malati e poi alle strutture sanitarie che ancora non sono attrezzate per questo tipo di analisi. «Siamo orgogliosi di sostenere questo impegno» dice Marius Moscovici, responsabile degli affari medici per l’oncologia di Bayer Italia. «La cura del cancro sta entrando nella nuova era dell’oncologia di precisione. I progressi terapeutici implicano anche l’utilizzo di una diagnostica molecolare di alta qualità che consenta di identificare un maggior numero di pazienti e offrire loro il massimo beneficio in termini di cura».

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