“parto dal fondo per arrivare in alto”

Raggiungere il campo base dell’Everest (5.364 metri) in solitaria per raccogliere fondi destinati all’acquisto di DigniLife, un rivoluzionario sistema che riduce la perdita dei capelli durante la chemioterapia.

“Il tutto nasce dall’idea di poter unire un’esperienza in solitaria, introspettiva e affascinante ad una sfida per raggiungere con gli altri un obiettivo concreto per la collettività. Spero che le persone mi accompagnino in questa piccola grande avventura, affinché si possa raggiungere insieme l’obiettivo più importante: cambiare in meglio la vita delle donne che si ammalano di cancro”.

Pietro Presti, direttore generale Fondazione TempiaIMG_8032

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La sfida per Pietro Presti, direttore generale della Fondazione Tempia di Biella (da 35 anni impegnata nella difficile battaglia contro il cancro), è certamente insolita. Lui non è un runner, e nemmeno un alpinista esperto, ma mettersi alla prova per una buona causa è la molla che lo ha spinto a misurarsi nell’impresa. Presti, infatti, è amante della montagna ma nulla più.  Due anni fa, in visita presso un centro oncologico di Amsterdam, è venuto a conoscenza di un rivoluzionario sistema che riduce la perdita dei capelli durante la chemioterapia, DigniLife.

In tutta Italia solo l’IEO di Milano, il policlinico Gemelli di Roma e altri 3 centri sono dotati di questa apparecchiatura, ma nessun ospedale piemontese può proporre alla donne che si ammalano di cancro questa preziosa possibilità. Da qui nasce il desiderio della Fondazione Tempia di dotare un ospedale della zona di DigniLife e l’idea di legare la raccolta fondi alla sfida personale di Presti:

“Voglio raggiungere il campo base dell’Everest in solitaria per raccogliere fondi…. mi sono posto, per le mie forze, un obiettivo difficile ma raggiungibile, e chiedo alla comunità di fare lo stesso. Camminerò per me e per una buona causa! Insieme possiamo dotare l’ospedale di Biella di DigniLife!”

Il Fondo Edo Tempia, forte dei 35 anni di attività in campo oncologico, conosce molto bene il problema della perdita dei capelli per le donne che si ammalano di tumore. La perdita dei capelli non è un problema solo estetico, ma provoca un malessere psichico da non sottovalutare. Conservare i propri capelli, infatti, dona maggiore forza alla paziente per affrontare il trattamento. La possibilità di preservarli può essere di enorme supporto psicologico durante il percorso terapeutico.

Partner di questa iniziativa è LeaveYourS, una startup nata per promuovere e trasmettere un’ideologia: lasciare il segno, in modo positivo. Un segno indelebile che si imprime attraverso le forti emozioni e le azioni che aiutano a rendere migliore ogni momento che viviamo, da soli e in gruppo.

L’obietto minimo di raccolta fondi è di 25.000 euro, l’eventuale differenza verrà stanziata dalla Fondazione Tempia. DigniLife sarà donato all’ospedale di Biella e sarà il primo e unico apparecchio di questo tipo in piemonte. 

Pietro Presti partirà il 7 maggio, e da quel giorno sarà possibile donare sul sito www.retedeldono.it, tramite bonifico bancario, carta di credito, paypal e QrCode.

La testimonianza del medico:

Sono Adriana Paduos, chirurgo senologo della Breast Unit di Biella. Ogni anno, nella nostra Asl, trattiamo circa 150 casi di tumore maligno della mammella. 150 donne che ricevono la “cattiva notizia”, mi guardano con gli occhi lucidi e i battiti del cuore  accelerati mentre comunico loro che hanno un cancro, che dovrò operarle e che dovranno sottoporsi a terapie. Tutte mi chiedono se sopravviveranno, se vedranno crescere i loro figli, i loro nipotini e, quando dico loro di si, mi chiedono con la stessa 12507564_1072155322828682_3006133186950047893_nangoscia  “…ma perderò i capelli?”. 

Sono una donna, capisco che questo sarà per loro un ulteriore peso da sopportare…

Figlie, madri, mogli, sorelle ed amiche: aiutate le donne a preservare la loro immagine in un momento difficile come quello della malattia!

La testimonianza di una paziente:

Sono Monica ma chiamano “guerriera” perché ho vinto il cancro, due volte. Ma la parola guerriera non mi rappresenta, perché io mi sento per prima cosa donna, anche se il cancro ha tentato con ogni mezzo di portarsi via la mia femminilità.

FullSizeRenderLa prima, quando da poco ero diventata mamma e compagna, in un momento magico ma al tempo stesso molto delicato per la donna, anche sotto il profilo fisico.

Quella volta, oltre all’ angoscia per l’asportazione del seno e la paura della malattia,  ho dovuto conoscere una sensazione scioccante: vedere i miei capelli, seppur tagliati preventivamente, incrinarsi come fossero di vetro e cadere a ciocche… con dolore.. e non ero pronta.

Quando ho incontrato per la seconda volta il mio nemico, sapevo cosa mi sarebbe successo, ma neppure questa volta è stato più facile. Tutti ti dicono che sono solo capelli… ma non sono solo capelli, è il tuo essere donna che cade sul lavandino e  la parrucca non può cancellare quella sensazione angosciante che provi quando la ciocca ti resta fra le dita. Quella donna allo specchio con la parrucca non sei più tu!

Prima di ammalarmi, pensavo che il cancro fosse una cosa lontana, forse accaduta a qualche parente che conoscevo appena e che oggi non c’è più. Mi sono accorta che non è così, quasi ogni persona che conosco vive, per sé  o per un caro, una battaglia come la mia. Credo che ogni donna abbia voglia di ritrovare la propria femminilità quando si guarda allo specchio mentre combatte con tenacia la sua battaglia; tutte abbiamo il desiderio di conservare la nostra identità, perché senza capelli non siamo guerrieri, ma soldati senza volto… tutti uguali!

Come funziona DigniLife?

Se il cuoio capelluto è raffreddato durante la chemioterapia, è possibile prevenire o ridurre notevolmente tale perdita. Il raffreddamento provoca da un lato la vasocostrizione dei piccoli vasi del cuoio capelluto, con la conseguente riduzione dei citostatici che raggiunge le cellule pilifere, e dall’altro il rallentamento del metabolismo. Ne risulta una riduzione dell’apporto e dell’attività dei principi attivi nella radice del capello e quindi dei danni a carico delle cellule pilifere.

L’idea di raffreddare il cuoio capelluto non è nuova e deriva dal fatto che il freddo esercita un’azione protettiva sui bulbi piliferi, frenando localmente l’attività “distruttiva” dei chemioterapici.

Il sistema è costituito da un’unità di raffreddamento e controllo, collegata a un casco in silicone Dignicap e un corrispondente casco in neoprene. Quest’ultimo garantisce che il casco in silicone si adatti perfettamente al cuoio capelluto assicurando, allo stesso tempo, il mantenimento della temperatura ideale ottimale.

Il sistema grazie a un sofisticato meccanismo refrigerante monitorato da sensori, mantiene una temperatura bassa per tutta la seduta della chemioterapia. DigniLife™ permette di mantenere una temperatura costante del cuoio capelluto compresa tra i 3 e i 5 gradi: il raffreddamento avviene in modo graduale per causare il minor disagio possibile alla paziente, e si mantiene stabile garantendo una sicura efficacia.

Con un solo sistema è possibile il raffreddamento del cuoio capelluto contemporaneo ma indipendente, di 2 pazienti. Questo raffreddamento avviene durante l’intera seduta di chemioterapia.