NOTTE DEI RICERCATORI 2016: la ricerca scientifica della Fondazione Tempia

Dal laboratorio alla cura il percorso di una scoperta non è sempre lineare. Talvolta l’idea di una nuova terapia può nascere tra le provette, ma anche dall’osservazione dei pazienti. La Fondazione Tempia, che da 35 anni  si occupa del miglioramento della qualità di vita e di cura dei pazienti oncologici, investe moltissimo nella ricerca in quanto è una delle protagoniste della lotta quotidiana di medici e ricercatori per sconfiggere il cancro.

Ma cosa si intende per ricerca?

Dare una definizione sintetica non è semplice, perché la ricerca, specie quella sul cancro, è composta di diverse aree, tutte strettamente collegate tra di loro e ognuna fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale di migliorare la terapia del tumore.

In linea generale, fare ricerca significa raccogliere informazioni, fare esperimenti e interpretarne i risultati per aumentare le conoscenze su un determinato argomento, il cancro nel caso della ricerca oncologica.

La Fondazione Tempia ha iniziato a occuparsi di ricerca nel lontano 2001, quando, per volere di Elvo Tempia, nacque a Biella il Laboratorio di Farmacogenomica, inaugurato alla presenza del Professor Veronesi, e da sempre diretto da Giovanna Chiorino. É uno dei laboratori italiani meglio attrezzati per la genomica applicata. Nato con l’intento di individuare nuovi marcatori in grado di caratterizzare i tumori dal punto di vista molecolare, sviluppa progetti di ricerca volti a migliorare la diagnosi e a scoprire indicazioni utili per poter predire l’aggressività delle neoplasie e/o la risposta a terapie antitumorali quali radioterapia, chemioterapia o le nuove terapie a bersaglio molecolare, in ambito sia neoadiuvante (prima dell’intervento chirurgico) sia adiuvante (dopo l’intervento chirurgico). Tutto ciò viene realizzato analizzando il genoma e/o il trascrittoma di tessuti tumorali prelevati da casistiche anonime di pazienti e associando i risultati di queste analisi ai dati clinico-patologici del tumore e al follow-up del paziente.

Nel 2011 è stato inaugurato un secondo Laboratorio di Oncologia Molecolare, con l’intento di offrire supporto al Sistema sanitario nazionale nell’ambito della gestione del paziente oncologico, mediante l’esecuzione di analisi molecolari che permettono di evidenziare specifiche alterazioni del genoma presenti nei diversi tumori. In particolare, in ambito clinico vengono fornite indicazioni per ciò che concerne la prognosi e la scelta della terapia, mentre, in ambito anatomo-patologico si forniscono evidenze utili a formulare una diagnosi completa. Le analisi molecolari vengono eseguite su richiesta della struttura ospedaliera presso la quale il paziente è in cura o su richiesta del medico specialista. Al termine dell’analisi, viene emesso un referto molecolare contenente i risultati ottenuti, che perverrà al paziente attraverso la struttura ospedaliera richiedente. Il Laboratorio ha oggi sede presso l’Ospedale di Biella ed è diretto da Maria Scatolini.

La Fondazione Tempia si occupa di: ricerca di base, ricerca applicata e ricerca clinica.

La ricerca di base

La ricerca di base è quel tipo di ricerca scientifica che non ha una ricaduta applicativa immediata, ma che si svolge per approfondire la conoscenza di determinati fenomeni. Attraverso la generazione di nuove teorie, fornisce però le basi per ulteriori ricerche con ricadute applicative nel medio-lungo termine. Nell’ambito della Genomica dei Tumori, ad esempio, si analizza l’attività di migliaia di geni in risposta a trattamenti farmacologici o nei tessuti tumorali rispetto ai tessuti sani. Questo ha lo scopo di individuare pochi geni significativi che potranno successivamente essere validati e studiati in maniera più approfondita, per divenire nuovi bersagli terapeutici o marcatori tumorali.

La ricerca applicata 

È quella ricerca originale svolta per ampliare le conoscenze, ma anche e principalmente allo scopo di una pratica e specifica applicazione. Il suo obiettivo primario non è l’avanzamento della conoscenza teorica, bensì lo sfruttamento della conoscenza teorica già acquisita a fini pratici. È generalmente di tipo descrittivo e basata su precedenti ricerche di base.

La ricerca clinica 

È l’ultima fase della ricerca scientifica. Si tratta di sperimentazioni che coinvolgono i pazienti per valutare l’efficacia di una nuova molecola, di un nuovo trattamento o di una nuova modalità di trattamento. I vantaggi di prendere parte a uno studio clinico sono: la qualità dell’assistenza ricevuta per la necessità di monitorare costantemente gli effetti positivi e negativi del farmaco o del trattamento, ed essere tra i primi ad avere accesso a un trattamento medico innovativo.

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parte dello staff dei laboratori con il Dr. Paolo Bagnasacco (Direttore Sanitario Fondazione Tempia)