Cibo semplice e alimentazione consapevole, i consigli del professor Franco Berrino

“Mangiate bene e sarete più sani” i consigli dell’esperto che da anni studia le relazioni tra cibo e insorgenza delle malattie oncologiche

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FRANCO BERRINO
Medico, patologo, epidemiologo, già direttore del Dipartimenti di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e in Europa e condotto grandi studi per indagare il rapporto fra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro e sperimentazioni sullo astile di vita per prevenire l’incidenza del cancro al seno e delle sue recidive (progetti DIANA).

“I popoli della terra hanno sempre saputo che i cereali, con il legumi e occasionalmente altri semi, sono l’alimento base dell’uomo (…). Nei paesi occidentali ricchi, soprattutto nel corso dell’ultimo secolo, lo stile alimentare si è progressivamente scostato da questo schema tradizionale dell’alimentazione dell’uomo per privilegiare cibi che un tempo erano mangiati solo eccezionalmente, come molti cibi animali (carni e latticini), o che non erano neanche conosciuti, come lo zucchero, le farine molto raffinate (come si riesce ad ottenerle solo con le macchine moderne), gli oli raffinati (estratti chimicamente dai semi o dai frutti oleosi), o che addirittura non esistono in natura (come certi grassi che entrano nella composizione delle margarine, o come certi sostituti sintetici dei grassi che non essendo assimilabili dall’intestino consentirebbero, secondo la pubblicità, di continuare a mangiare schifezze senza paura di ingrassare). Questo modo di mangiare sempre più ricco di calorie, di zuccheri, di grassi e di proteine animali, ma in realtà povero di alimenti naturalmente completi, ha contribuito grandemente allo sviluppo delle malattie tipiche dei paesi ricchi: l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari, le demenze senili e molti tumori, tra cui quelli dell’intestino, della mammella e della prostata”.

Con queste parole, tratte dal libro “Il cibo dell’uomo” (in libreria, pubblicato da Franco Angeli), Franco Berrino consiglia di rivalutare il cibo semplice e mangiare in modo consapevole: questi sono obiettivi facilmente raggiungibili ma soprattutto sono importanti raccomandazioni preventive.

Qualche utile consiglio

I cereali integrali (riso, miglio, avena, farro, grano saraceno, orzo) 

i cereali integrali in chicco non trasformati sono una meravigliosa fonte di fibra e di micronutrienti (come antiossidanti, vitamine, minerali e lignani) e una buona fonte di acidi grassi polinsaturi. Al contrario, i cereali a cui siamo abituati (in particolare il riso bianco) subiscono un processo di raffinazione, attraverso il quale gli strati esterni vengono rimossi, perdono tutte queste importanti proprietà e ciò che resta è solo amido e proteine. La raffinazione elimina la maggior parte delle fibre, degli acidi grassi, delle vitamine del gruppo B e circa il 25% delle proteine.

I legumi

Piselli, fave, fagioli, ceci, lenticchie, soia sono una miniera dal punto di vista nutrizionale. Per alcune popolazioni per secoli i legumi hanno rappresentato l’unica alternativa proteica alla carne; è interessante notare che tra questi popoli le patologie cardiovascolari e il cancro non avevano un’incidenza rilevante come nei paesi più ricchi e carnivori.

Frutta secca e semi 

Semi di lino –  data la capacità di assorbire acqua, posso anche aiutare a combattere la stipsi. Il modo migliore per consumarli è tritare il seme al momento nelle insalate o in altre pietanze; è un ottimo ingrediente nel pane.

Sesamo –  un’ottima fonte di calcio, ne contiene quanto i formaggi più ricchi, ma senza controindicazioni.

Uva sultanina – preziosa nella preparazione di dolci senza zucchero. Riduce il senso di fame e il colesterolo Ldl.

Mandorle – ottima fonte naturale di vitamina E e di calcio, particolarmente adatte per il rafforzamento delle ossa. Possono essere consumate in frutto, in crema (senza zucchero) sul pane per la colazione o con il latte di mandorle.

Foglie, luglio 2015